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Spesso mi dicono che sono triste, che anche quando scrivo una cosa divertente sono triste. come un clown, insomma. Questa è la mia natura, non posso farci niente. Ho aperto un altro blog, questo, mesi fa, per sfuggire a chi mi conosceva già e conosceva le mie tristezze, e sapendole di fallimento, mi sono creata altrove un altra identità. ma al potere delle parole capaci di identificarmi non posso scappare, nessuno probabilmente può sfuggire.
La notte, ad occhi aperti, il mio sogno preferito, che cesello con pazienza certosina è sempre lo stesso, ne ho parlato già in altri post. Un castello dove vivere al riparo, mentre fuori la neve e la pioggia sono da riparo. The e torte e pc acceso. Nuove ali del castello da scoprire nei giorni di noia, o da stress da pagina bianca. Scarponi e maglioni a trecce larghe. Tanto quella giusta, la donna giusta, non la troverò mai, quindi affidarsi solo alla seduzione delle parole. Creare racconti e personaggi, come questa notte, con l'ennesima tazza di the poco caldo e un casino nella stanza.
Dove voglio arrivare? Non lo so, so che voglio creare e sopravvivere alla mia tristezza, come fanno tutti. Ecco cosa vorrei... essere come tutti. Mia cugina si è sposata tre giorni fa, lei è cosi serena, si i pensieri dei soldi, del lavoro precario, ma da dieci anni lo stesso fidanzato, gli stessi affetti, la passione dio ce ne scampi e liberi no no, il buffet era magnifico e loro non si lasceranno mai, perchè forse l'amore è questo qui e mettersi a fare seghe mentali e filosofeggiamenti è inutile perchè nel frattempo la vita ti si è sfilacciata tra le dita. Ma io sono questa. Non un altra.
in una bellissima mattina di pioggia
ci incontreremo e ci sorrideremo... un caffè al riparo e tante parole mentre
i vetri
appannati saranno difensori della nostra nuova intimità...
vale questo pomeriggio
mentre guidavo nelle campagne fuori città mi è venuta voglia di sparire, sparire io e la mia panda e camminare x sempre, macinare strada e paesaggi e non pensare più, non avere più nulla a che fare con la gente, solo un buongiorno e un buonasera all'entrata e all'uscita degli autogrill.. ho sempre amato gli autogrill, amo i luoghi dove i destini delle persone si incrociano e si riperdono in milioni di fili inestricabili. Un cappuccino, il pieno di carburante e un cornetto alla nutella fatto tre giorni prima mi immagino felice.. autostrade, indicazioni stradali, entrare nelle città e nei paesi dai nomi sconosciuti, chiedere un letto x la notte e dare la carta d'identità senza aprire bocca, senza regalare parola a nessuno. Macinare strade e riflettere, pensare e sognare, vivere pochi istanti accanto a qualcuno che strappa la bustina dello zucchero e lo versa nel caffè,, ecco quell'istante basta per sempre, basta x creare un racconto, scriverlo a sorsi nelle soste, nei parcheggi di notte. Sono questi i miei compagni di cammino, quelli che non mi tradiranno, sono i personaggi che vengono fuori dalla mia penna... e intorno il verde e l'asfalto.
Ma sono qui nella mia stanza, e fa caldo, e mi sento in colpa perchè il cane vorrebbe sempre giocare e io non ce la faccio, perchè vorrei essere come qualcuno mi vuole e non riesco ad essere come nessuno mi vuole, perchè vorrei vorrei e vorrei...
voglio voglio voglio voglio voglio voglio te...

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Mi manca tanto oggi. Ascolto le canzoni che mi ha inserito nell mp3, regalo del nostro unico capodanno insieme e penso ai giorni, pochi, che hanno fatto la nostra storia. Alla cena di benvenuto a Gorizia, alla "Luna", alla passeggiata su al Castello e al borgo immerso nel buio e nella foschia, mano nella mano a raccontarci i nostri sogni e a costruirne uno insieme. Quante passeggiate fatte insieme, attorno al lago in Carnia, sul Tevere di notte, lungo la costiera amalfitana sotto il sole di gennaio e poi le cene e le colazioni e gli alberghi, gli abbracci di lei stretti ed affettuosi, quando mi ha regalato l'anello e il braccialetto nella cucina di casa sua, lo spumante a capodanno ad Amalfi. Non mi è mancata quando ci siamo lasciate, non ho realizzato subito nemmeno i torti che le ho fatto, il male e la noia che le ho procurato con le mie ansie e le mie fantasie malate...Ma da qualche giorno lei mi manca. Mi mancano le sue parole e le sue risate, dividere con lei le giornate anche solo attraverso un sms, mi scriveva "Buongiorno amore, mi manchi.", sempre tra le 9,03 e le 9,17 .. L ho trattata male e lei non mi aveva fatto nulla. Oggi mi restano i piatti e i vassoi di un trasferimento che non c'è stato, un anello che mi rigiro tra e dita e penso a lei che non so dove sia... Ma ho la certezza che farà strada, è in gamba, è volenterosa, una grande lavoratrice e una creativa di buon cuore. Mi mancano quelle 4 lettere con cui la chiamavo, mi manca la chiesa dove abbiamo immaginato i nostri silenzi e le nostre parole e dove mi ha portato subito come arrivata... Mi mancano le foto andate perse con il pc, e il mio cane che non c'è più e tutto quello che poteva essere e non è stato .. ho perso pure il disegno della casa che non abbiamo vissuto che sta sopra il suo ristorante preferito... Nel mio portafoglio la sua foto, quella che lei non amava, è ancora lì. I suoi occhi a mandorla e la sua risata sono tra le carte da 20 euro e le tessere di discoteche e carta d'identità... E' solo domenica... |
Dammi canto da cantar soave,
si che lacrime di cielo
colorino la vita.
La tavolozza ha sette mutamenti,
uno per ogno bacio che mi hai dato.
Sette baci di labbra ed assoluto,
sette mammelle gonfie di teatro.
Alda Merini
Bruci la città e crolli il grattacielo
rimani tu da solo nudo sul mio letto.
Bruci la città
o viva nel terrore
nel giro di due ore
svanisca tutto quanto
svanica tutto il resto.
